Finanziamenti record nell’anno della pandemia: rischi, opportunità e sfide per le imprese innovative

Finanziamenti record nell’anno della pandemia: rischi, opportunità e sfide per le imprese innovative

+€0 milioni

per finanziamenti di debito

+€0 milioni

per investimenti nel capitale di rischio

+€0 milioni

a fondo perduto

[1]

Questo il “tesoretto” stanziato nei vari decreto-legge emanati tra marzo e novembre 2020 (Cura Italia, Liquidità, Rilancio, Agosto e Ristori) a favore delle imprese innovative italiane, a cui vanno addizionati i capitali che giungeranno dalle misure volte ad incentivare gli investimenti in equity (incremento delle detrazioni fiscali IRPEF per gli investimenti delle persone fisiche nel capitale sociale di startup e PMI innovative) e ad agevolare fiscalmente le attività di R&D e di formazione (ampliamento ed estensione delle norme per il riconoscimento del credito di imposta per le società). Misure, queste ultime, che hanno l’obiettivo dichiarato di accrescere ulteriormente la liquidità dell’ecosistema innovazione italiano.

Liquidità potenziale che però spesso le imprese non riescono a tradurre in liquidità effettiva, causa incapacità e/o mancanza di tempo delle (poche) figure manageriali che sono solitamente coinvolte in questo genere di società, troppo occupate nel gestire l’operatività e spesso non adeguatamente supportate dai propri consulenti e commercialisti.

Del resto, l’ecosistema innovazione italiano è una nicchia, in forte crescita (+16,1% startup e PMI innovative registrate l’anno in media dal 2017 al 2019) e di chiara importanza strategica per la competitività futura della nostra nazione, ma pur sempre una nicchia, che conta, al secondo trimestre 2020, un totale di 13.764 imprese iscritte (il 3,8% del totale delle società di capitali di recente costituzione[2]) per un valore totale della produzione di circa 5,492 miliardi di euro (il 9,28% del valore totale della produzione delle società di capitali di recente costituzione) – Fonte MISE.

È chiaro quindi che il commercialista, che in media segue circa 43 imprese all’anno[3] di cui, statisticamente, nemmeno una è innovativa (solo una impresa ogni 100 lo è), da solo, non basta. Per un mercato con caratteristiche, norme e interlocutori finanziari così atipici serve un player con competenze verticali e un’esperienza specifica nel settore. La sfida è fornire agli imprenditori gli strumenti finanziari necessari più idonei per far crescere e internazionalizzare la loro azienda stando al passo con i tempi e anzi, laddove possibile, anticipandoli.

Serve quindi un professionista nuovo, capace di cogliere tale sfida e accompagnare l’Italia nella sua lenta, seppur inesorabile, transizione digitale e 4.0, accelerata per molti versi dalle dinamiche dell’attuale pandemia. Una professionalità “trasversale” rispetto ai settori e alla fase di vita delle società, ma che conosca i fondamentali della crescita scalabile e della finanza strutturata e disponga di un giusto mix di competenze legali e fiscali.

BizPlace si candida a rivestire questo ruolo grazie alle competenze verticali sul mondo del capitale di rischio maturate in anni di attività e risultati su oltre 400 startup e PMI innovative.

“È tempo per le imprese innovative italiane di uscire dalla propria comfort zone e ambire a risultati rilevanti a livello nazionale e internazionale servendosi della finanza per raggiungere i propri obiettivi” afferma Andrea Bonabello, CFO della società.

“Chi si affida a noi lo fa per un supporto, sia strategico che operativo, nella gestione del proprio aumento di capitale; per la stesura del proprio piano finanziario e per la determinazione della valutazione societaria; per il  tracciamento dei propri KPI di crescita ai fini di un miglior controllo interno di gestione e di una più precisa e puntuale informativa ai propri soci investitori; e infine, per un supporto end-to-end nelle operazioni di finanza straordinaria quali acquisizioni o fusioni con altre società target e vendita o quotazione della propria sui segmenti AIM e PRO di Borsa Italiana”.

[1] Finanziamenti di debito: Nuova Sabatini, Smart&Start, Fondo di Garanzia

Investimenti nel capitale di rischio (Fondo di sostegno al Venture Capital, pubblicato lo scorso 19 novembre in Gazzetta Ufficiale)

Fondo perduto: Voucher Innovation Manager e altri servizi dedicati alle startup e alle PMI innovative

[2] Società costitute da meno di 5 anni

[3] Fonte: Rapporto 2019 sull’Albo dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili