Team imprenditoriali start-up: il processo di formazione

I team imprenditoriali rappresentano l’essenza delle start-up innovative, nonché i principali responsabili del successo di molte iniziative imprenditoriali. Attualmente, la stragrande maggioranza delle nuove idee di business vengono sviluppate e implementate da team imprenditoriali anziché da imprenditori solitari. La prominenza dei team imprenditoriali di start-up ha condotto, sin dalla fine degli anni Ottanta, numerosi ricercatori a esaminare la composizione e le caratteristiche di diversità di un team di fondatori.

La ricerca di ottimi e appropriati soci fondatori si configura come un compito estremamente difficile. La selezione del futuro partner assume la massima importanza e deve essere eseguita scrupolosamente, poiché i fondatori trascorreranno gran parte del tempo a lavorare insieme e ad affrontare congiuntamente una moltitudine di ostacoli e sfide durante l’avventura imprenditoriale. Infatti, la selezione degli individui con cui associarsi costituisce il momento più decisivo del percorso di una start-up, poiché una scelta errata potrebbe pregiudicare non solo gli imprenditori, ma la start-up nella sua interezza. L’obiettivo degli imprenditori è quello di riuscire a individuare il giusto equilibrio tra le competenze necessarie e il grado di attrazione reciproca tra gli individui.

La letteratura sull’imprenditorialità sostiene che il processo di formazione del team di fondatori può essere spiegato attraverso due prospettive, una di tipo razionale e l’altra di natura emotiva.

I ricercatori, attingendo teorie e nozioni da altre discipline, hanno fornito diversi modelli di formazione di un gruppo di imprenditori. Alcuni studiosi hanno provato a spiegare il fenomeno perlopiù attraverso modelli sequenziali di tipo razionale; altri, invece, hanno evidenziato il ruolo predominante dei driver di natura emozionale nel processo di selezione dei potenziali partner.

Dall’analisi congiunta degli studi di Aldrich e di Kim (2007) e di Forbes et al. (2006) è possibile distinguere due modelli di formazione del team: (1) un modello razionale guidato dalla ricerca delle risorse umane; (2) un modello delle relazioni interpersonali guidato dalle emozioni. Questi saranno presenti nelle diverse fasi del processo di formazione del team e avranno un determinato peso a seconda dei bisogni del gruppo imprenditoriale durante i vari stadi del processo.

Secondo il modello razionale, uno o più individui andranno alla ricerca di personalità in grado di apportare competenze diverse a supporto dell’implementazione dell’idea di business. Questa situazione avviene nel momento in cui i fondatori avvertono il bisogno di una risorsa umana critica per il successo della start-up. Lo studio di Aldrich e Kim (2007) evidenzia che la selezione dei membri da aggiungere al team è fondata su alcuni criteri strumentali quali la complementarietà di competenze, le esperienze professionali, e il percorso accademico.

Il modello di formazione del team guidato dalle emozioni spiega come due o più individui decidano di fare squadra e organizzare un team di start-up sulla base di diversi variabili emozionali (es. fiducia; intuizione).

La prospettiva razionale e quella emozionale non sono mutualmente esclusive, bensì complementari. Generalmente, durante lo stadio iniziale del processo di formazione i fondatori si associano per formare una “diade”, ossia fare coppia con amici, parenti, conoscenti o colleghi. In un momento successivo, i componenti della diade decideranno di espandere il proprio team utilizzando un approccio di tipo razionale, ossia ricercando risorse umane con caratteristiche specifiche da inserire all’interno del team a seconda del tipo di bisogno.

Secondo Forster e Jensen (2010), durante il processo di formazione gli individui tendono prima a soddisfare bisogni di tipo sociale (attrazione reciproca) e solo in un momento successivo andranno a soddisfare il bisogno di risorse e competenze specifiche.

Il Team BizPlace

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