Come rilanciare l’economia italiana: Sinergie tra Startup e PMI

sinergie tra startup e PMI

Quanto spesso sentiamo parlare del terribile andamento dell’economia italiana, con PIL che non cresce e noi che finiamo in recessione tecnica?

Troppo spesso siamo più inondati di informazioni che riguardano i problemi che quelli che riguardano possibili soluzioni per crescere o ripartire. Diamo troppo spesso la colpa ai nostri politici (e sicuramente di colpe ne hanno tante), ma ultimamente penso che una soluzione “in-house” per risolvere questi problemi ci potrebbe essere. Ma andiamo per ordine.

L’economia italiana si fonda sulle piccole e medie imprese (PMI) nei settori manifatturieri ed industriali che ci hanno consentito di creare un ecosistema imprenditoriale ben radicato sul territorio e hanno fatto dell’Italia il secondo Paese manifatturiero in Europa e il settimo al mondo.

La composizione di queste PMI è prevalentemente caratterizzato da una tradizione imprenditoriale che si tramanda di generazioni e un numero di addetti che per il 90% è inferiore ai dieci. Seppur considerata la piccola dimensione delle aziende del nostro territorio, l’Italia risulta essere leader al mondo in tantissimi micro e macro settori. Siamo leader al mondo nella produzione di ceramica, di rubinetti, di proiettili, di prodotti farmaceutici, di imbarcazioni e yacht di lusso e potrei continuare per ore. Questo è perché godiamo di un ecosistema composto da microimprese che si sono specializzate in delle nicchie di mercato e cooperano l’un l’altra per costruire interi settori industriali. Pensate ad esempio ad un formicaio: vedete come non è costruito da tre o quattro formiche giganti, ma da centinaia o migliaia di formiche che lavorano tutte insieme ed ognuna nel suo piccolo fa un qualcosa e lo fa in maniera eccellente. Ecco, questo paragone rappresenta il nostro ecosistema imprenditoriale.

Ad oggi il nostro ecosistema di PMI si trova spesso minacciato dal repentino cambiamento dell’economia globale che si fonda su innovazione, tecnologia e cambio generazionale.

Come possono quindi le nostre piccole e micro imprese che producono i loro prodotti e servizi allo stesso modo di cinquanta o cento anni fa? La maggior parte di loro non hanno neanche la possibilità di avere un reparto ricerca e sviluppo interno e altre non hanno neanche il budget per produrre innovazione; senza considerare che il know-how degli imprenditori non ha background tecnologico per la maggior parte dei casi. Come si compete quindi con i colossi asiatici, americani e europei che cambiano questa economia così velocemente?

Dall’altra parte invece vediamo un’altra tipologia di imprese che si sta sviluppando molto rapidamente negli ultimi anni: le startup. Piccole organizzazioni che creano innovazione in condizioni di estrema incertezza e che puntano ad una crescita del loro prodotto molto rapida e “scalabile”. Come leggiamo spesso, le startup nostrane sono poco supportate da player finanziari, istituzionali o governativi come succede negli altri paesi d’Europa e del Mondo. Ci sono ancora pochi anni per determinare se le nostre startup siano davvero delle eccellenze, da quel che posso constatare ogni giorno ritengo che ci siano degli ottimi presupposti per poter creare un fortissimo ecosistema.

Ma se da una parte vediamo come le nostre PMI soffrano il cambiamento dell’economia globale e non riescano a stare al passo con la tecnologia, dall’altro lato vediamo come startup che sono vere e proprie fucine di tecnologia e innovazione sono troppe volte lasciate in disparte e rimangono quindi nell’oblio, se non morire direttamente dopo pochi mesi o pochi anni.

Se analizziamo, con un semplicissimo schema alla mano, quali sono le principali problematiche di startup e di PMI possiamo notare subito che una maggior cooperazione tra le parti possa davvero risollevare il nostro Paese rendendolo nuovamente competitivo al livello internazionale:


Analizzando questo semplice schema, dove in rosso vengono evidenziate le problematiche dell’azienda e in verde i punti di forza, non notate quanto un’unione tra le due parti possa creare un ecosistema imprenditoriale mai visto prima? E questi sono forse l’1% dell’elenco di problemi e soluzioni che possono essere risolti vicendevolmente tra le parti.

Abbiamo la fortuna di vivere in un Paese che è la Patria dell’eccellenza manifatturiera e al contempo abbiamo la “fortuna” di avere un ecosistema startup ancora poco sviluppato dove player finanziari come VC, angels, CVC etc. ancora non le danno quel supporto che si meritano.

Bene, questo articolo (o manifesto se preferite) si rivolge a imprenditori sia di startup che di PMI per invitare a far riflettere che, forse, la soluzione a tanti problemi a carattere economico-finanziario che affliggono il nostro Paese sono più vicini di quanto possiamo immaginare. Basta guardarci l’un l’altro…

Federico Palmieri

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