Business angel: quanto conta nel mondo startup?

Il business angel è una persona fisica, più precisamente un investitore informale in capitale di rischio che finanzia e supporta strategicamente una startup apportando, oltre al capitale, la propria conoscenza, esperienza e i propri contatti.

Un business angel interviene solitamente in fase early stage investendo da un minimo di 5-10 mila euro fino a 100-200 mila euro non superando quasi mai i 500 mila euro e tiene in considerazione, al momento della valutazione della startup, il potenziale di crescita del mercato, il management team e l’aspetto sociale dell’azienda.

Per una startup nelle prime fasi di vita si rivela molto spesso una figura determinante e ad oggi la sua presenza è sempre più rafforzata dalla crescita di network che collaborano con investitori, incubatori ed acceleratori.

L’ecosistema dei business angel in Italia ha registrato negli ultimi anni un trend fortemente positivo, considerando che dal 2013 ad oggi gli investimenti in capitale di rischio in startup sono più che raddoppiati.

Non sono cambiati, invece, il profilo e le caratteristiche del business angel tipico: uomo tra i 30 ed i 50 anni, vive nel nord Italia, è affiliato ad IBAN, ad uno dei suoi BAN territoriali o ad un Investor Club, ha un patrimonio mobiliare inferiore ai 2 mln ed investe meno del 20% del proprio capitale in operazioni Angel Investment.

Nel 2017 sono stati 26,6 milioni, rispetto ai 24,4 milioni del 2016, i capitali investiti dal settore in startup, suddivisi in 117 operazioni e le aree che hanno beneficiato maggiormente degli investimenti sono ICT ( App web, mobile, software) con il 33%, eCommerce 10% e servizi 9%.

La maggior parte degli investimenti sono stati canalizzati verso imprese con sede nel Nord Italia in fase di startup nel 82% dei casi, nel 16% in stadio “seed” e solo per il 2% in fase “expansion”.

Il business angel quindi si connota come una figura sempre più determinante nello scenario degli investimenti in startup innovative anche in Italia.